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SLOW & FAST RETAIL: detta...

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SLOW & FAST RETAIL: dettagli che fanno la differenza

A prescindere dal settore merceologico di appartenenza tutti i prodotti sì suddividono in due macro-categorie: Fast Moving Consumer  Goods (FMCG) e Slow Moving Consumer Goods (SMCG).

SLOW & FAST RETAIL

I Fast Moving Consumer Goods sì distinguono per essere prodotti con alto indice di rotazione, ovvero sono referenze che vengono vendute in grandi quantità ed in tempi brevi (esempio: prodotti alimentari). Gli Slow Moving Consumer Goods, invece, sono prodotti con un basso indice di rotazione: referenze dal processo d’acquisto più lento (esempio: elettrodomestici). Il field marketing muta le logiche di mercato in base all’appartenenza del prodotto alla categoria Slow o Fast Moving, sia in ambito merchandising che promozionale.

SLOW & FAST RETAIL e MERCHANDISING

SLOW & FAST RETAIL

Le logiche delle categorie FMCG e SMCG influenzano molto le politiche di magazzinaggio dei prodotti. Trattandosi i FMCG di beni prodotti per il consumo quasi immediato, il merchandiser deve prestare particolare attenzione nell’immagazzinare lo stock.

Le date di scadenza e la periodicità di un prodotto giocano un ruolo fondamentale nella scelta della composizione del magazzino di uno store: una crema solare dovrà essere presente in quantità maggiore nel periodo estivo rispetto a quello invernale, così come i prodotti con scadenza ravvicinata dovranno essere posizionati tra le prime file rispetto alla stessa merce con scadenza più prolungata.

Per i prodotti appartenenti alla categoria SMCG lo stoccaggio è facilitato, non avendo periodicità o scadenze da rispettare: la presenza in magazzino di un numero bilanciato di prodotti assicura già la funzionalità dello stock.

 

SLOW & FAST RETAIL e IN STORE PROMOTION

SLOW & FAST RETAIL

Anche per i promoter l’approccio al mercato cambia in base alla categoria coinvolta. Per i prodotti FMCG sono facilmente applicabili le logiche del neuromarketing e del marketing emozionale, per cui i clienti devono essere attirati e conquistati sul piano cognitivo, più che informativo.

Trattandosi di prodotti di consumo a breve termine e i cui costi sono molto più bassi rispetto a quelli della categoria SMCG, è consigliabile un approccio alla clientela basato sulla creazione di un desiderio che diventa necessità, giocando sull’impulso all’acquisto che viene suscitato nel cliente.

Per i prodotti SMCG, invece, l’impulsività passa in secondo piano, oltre all’emozione entra in gioco un altro fattore: l’informazione. Un cliente in cerca di un prodotto Slow tende a fare acquisti pensati e analizzati, per cui l’approccio del promoter dovrà essere consulenziale ed informativo e preciso, richiedendo una preparazione e formazione molto tecnica rispetto a quella che potrebbe avere nel caso dei prodotti Fast sia per quanto riguarda il prodotto che le tecniche di approccio.

 

Il filed marketing deve essere mutevole, per essere efficace deve necessariamente adattare le sue logiche e i suoi metodi al mercato. Tralasciare questo dettaglio significa compromettere l’esito di una campagna di trade marketing e questa conoscenza deve essere trasmessa anche a promoter e il merchandiser che, in prima linea, hanno l’obiettivo di agire per assicurare il miglior risultato ai brand ed acquirenti.


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