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RECRUITING 2.0 – la selezione del personale è social

Il mondo del recruiting si è rivoluzionato: è ora di dire addio ai canali tradizionali di selezione del personale, ed accogliere a braccia aperte le potenzialità del web. I recruiter ora si devono relazionare online con i possibili candidati utilizzando, in particolare, i social network. Migliaia di aziende ricorrono alla rete per la ricerca e selezione del personale, avvalendosi delle community di facebook, linkedin, twitter e perfino instagram.

Il primo obiettivo del recruiting 2.0 prevede l’utilizzo dei social per la ricerca attiva dei candidati: oggi non è più possibile aspettare che il profilo perfetto invii il suo cv in azienda, ma si deve individuare una rosa di papabili professionisti online. Grazie ai social è possibile intraprendere una campagna di head hunting sul web per individuare il candidato perfetto a cui sottoporre la proposta lavorativa. L’universo social è un bacino ideale di ricerca talenti, in cui si possono ricavare moltissime informazioni sui candidati prima ancora di ricevere un loro cv. In questa ottica, per il professionista in cerca di lavoro è fondamentale che i propri profili social siano il più funzionali ed aggiornati possibili, risaltandone esperienze lavorative, competenze e conoscenze. Il recruiter 2.0 deve essere in grado di individuare il profilo perfetto tra milioni di utenti, analizzandone i social.

Il secondo obiettivo del recruiting 2.0 sta nell’utilizzo dei social per conoscere approfonditamente il candidato, prima che questo si presenti al colloquio in azienda. Il web rappresenta il luogo ideale in cui il recruiter può compiere un’analisi approfondita dei candidati, riuscendo a delinearne il profilo attraverso interessi, pubblicazioni e web reputation. Secondo una ricerca effettuata negli ultimi anni su un campione di un centinaio di recruiter, molti candidati (il 35% del totale) vengono esclusi a causa delle informazioni presenti sui social, quali foto sconvenienti o informazioni non coerenti con il cv. I social network riescono spesso a fornire più informazioni rispetto a quelle che si è in grado di raccogliere nel corso di un colloquio face to face.

Il recruiting 2.0 unisce le competenze HR a quelle di marketing e comunicazione, fondendole. Il recruiter è ora un esperto di social e web reputation, le cui skills digitali diventano fondamentali in un contesto in cui l’86% dei candidati ricerca lavoro attraverso i social. Il recruiting 2.0 si affaccia sulla scena come la migliore soluzione per le aziende nella selezione e ricerca dei candidati.

 

 


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